Pietro Ricci nella sua rappresentazione sottolinea un momen-to particolare della storia di Calcio: l’arrivo della pubblica il-luminazione nelle strade del centro alla fi ne del secolo XIX.

Gli allievi dell’Accademia hanno ambientato la loro opera in un periodo storico collocabile tra le due guerre, tra gli anni 1920-1940: ne fanno fede le fogge e il portamento dei due contadini.

Il tema scelto da Trento Longaretti è la processione di San Gottardo, il Patrono di Calcio, che si effettua il quattro mag-gio di ogni anno.

L’opera si sviluppa su tutta la facciata d’ingresso della sede mu-nicipale ed è stata realizzata dal maestro Reduzzi Bortolo di Ca-stel Rozzone (BG) su bozzetto del pittore Enrico Della Torre.

L’opera inquadra un interno di cascina: nello spazio chiuso, tra fi enile e stalla, si colloca il camminamento che conduce verso i campi che si intravedono sullo sfondo.

Mino Marra ha voluto ricordare il lavoro nella fi landa ottocentesca, sulla scorta delle narrazioni storiche, riportate anche nel volume sulla storia di Calcio, cui spesso nella scelta dei temi si è

Gli allievi dell’Accademia bresciana hanno scelto di evocare il paesaggio agricolo utilizzando lo stile del pointillisme: stile accurato, esecutivamente lento, ma di grande fascino. 

Per rappresentare una scena agreste Giansisto Gasparini si serve di un’invenzione narrativa. 

Giovanni Repossi ha pensato di utilizzare la piazza, posta in prossimità dell’incrocio da cui si dipartono le tre direttrici principali che investono Calcio verso Bergamo, Milano e Brescia, per col

La mascalcìa è l’arte della ferratura dei cavalli: i ferri venivano forgiati al momento, e su misura, secondo le necessità dei cavalli.

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